ATTUAZIONE DEL BILINGUISMO

Ieri, mercoledì, 19 giugno 2019, il Presidente dell’Unione Italiana, Maurizio Tremul, si è rivolto all’Amministrazione Finanziaria della Repubblica di Slovenia, Ufficio di Capodistria, per segnalare il mancato rispetto del bilinguismo nei riguardi del Sig. Giuseppe De Stena, cittadino italiano, residente a Capodistria, dal 2016, iscritto presso la Comunità degli Italiani “Santorio Santorio” di Capodistria, in qualità di socio effettivo.

Il Sig. De Stena ha riscontrato ripetute violazione del bilinguismo nei rapporti con l’Amministrazione Finanziaria della Repubblica di Slovenia, Ufficio di Capodistria (FURS), che nei suoi confronti non applica le disposizioni relative al bilinguismo. Si tratta di un problema che riscontrano molti cittadini italiani che, trasferitisi in Slovenia e residenti nei territori nazionalmente misti dei Comuni di Ancarano, Isola e Pirano e del Comune Città di Capodistria, si vedono negare il diritto all’uso dell’italiano, secondo un’interpretazione restrittiva dell’ordinamento giuridico-costituzionale della Slovenia per cui il diritto al bilinguismo spetterebbe unicamente agli appartenenti alla Comunità Nazionale Italiana.

L’art. 11 della Costituzione della Repubblica di Slovenia stabilisce che nei territori nazionalmente misti in cui risiedono gli appartenenti alla Comunità Nazionale Italiana è lingua ufficiale, accanto allo sloveno, anche l’italiano. Si tratta di un diritto del territorio. Tutti coloro che qui vi vivono, vi risiedono permanentemente o temporaneamente, o vi soggiornino per un periodo più o meno lungo, hanno il diritto di utilizzare la lingua italiana quale lingua ufficiale.

Nella sua comunicazione il Presidente dell’UI, Maurizio Tremul, si è anche richiamato alle Sentenze della Corte di Giustizia della Comunità  Europea, N°  137/84, dell’11 luglio 1985 e della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, Sezione II, Sentenza N°  322/13 del 27 marzo  2014, con cui si stabilisce che nei procedimenti civili e penali, in un Paese estero membro dell’Unione Europea, ai cittadini europei viene riconosciuto il diritto di avvalersi della loro madrelingua qualora il Paese europeo diverso dal loro riconosce ai propri cittadini di avvalersi della medesima lingua. In altre parole: nelle aree nazionalmente miste, è lingua ufficiale anche l’italiano, accanto allo sloveno. Ciò significa che nei procedimenti giudiziari e amministrativi nei riguardi delle Pubbliche amministrazioni, è consentito l’uso dell’italiano non solo per i cittadini sloveni, ma anche per i cittadini europei che desiderassero di avvalersi della lingua italiana nella comunicazione con gli uffici pubblici. Quindi un cittadino europeo di lingua italiana ha diritto di richiedere, senza oneri a suo carico, di poter comunicare in italiano con la Pubblica amministrazione e con il Tribunale nei territori nazionalmente misti dell’Istria nord-occidentale (ossia nelle Municipalità di Capodistria, Isola, Pirano e Ancarano). Questi pronunciamenti sono ancora più calzanti considerata l’interpretazione, del tutto riduttiva e anticostituzionale, che in questi territori l’italiano è lingua ufficiale solo per gli appartenenti alla Comunità Nazionale Italiana.

Nella sua nota, il Presidente Tremul esprime la convinzione che le succitate argomentazioni contribuiranno a far coerentemente applicare l’ordinamento giuridico-costituzionale sloveno in tema di bilinguismo.

La missiva dell’Unione Italiana è stata trasmessa per conoscenza alla Commissione per le Nazionalità della Camera di Stato della Repubblica di Slovenia, al suo Presidente, Sig. Ferenc Horvàth e al suo Vicepresidente, Sig. Felice Žiža, al Ministro per le Finanze, Sig. Andrej Bertoncelj, al Ministro della Pubblica Amministrazione, Sig. Rudi Medved, al Al Direttore dell’Ufficio per le Nazionalità presso il Governo della Repubblica di Slovenia, Sig. Stanko Baluh, al Tutore dei diritti Umani della Repubblica di Slovenia (Varuh človekovih pravic), Sig. Peter Svetina, al Tutore del Principio di uguaglianza (Zagovornik načela enakosti), Sig. Miha Lobnik, alla CAN Costiera di Capodistria, alla CAN Comunale di Capodistria, all’Ambasciata d’Italia a Lubiana e al Consolato Generale d’Italia in Capodistria.

 

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