Radio Capodistria

     
    Indirizzo dell'Istituzione
Via Fronte della Liberazione 15,
6000 Capodistria

Recapiti
tel 00386/5/668-5485
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Caporedattore
Aljosa Curavic

 

Fulvio Tomizza, grande scrittore istriano, scomparso prematuramente a Trieste qualche anno fa, iniziò la propria carriera artistica nei primi anni Cinquanta proprio a Radio Capodistria: "una stagione lontana, difficile ma decisiva per le mie scelte di vita", scriveva in una testimonianza pubblicata qualche tempo fa. Sua, con tutta probabilità, anche la più lucida descrizione dell'evoluzione del ruolo di Radio Capodistria. "A Capodistria, - leggiamo nella stessa testimonianza - il centro più grosso della Zona B del progettato Territorio Libero di Trieste, affidata all'amministrazione jugoslava, sorse nel 1949 nientemeno che una stazione radio con programmi in sloveno, in italiano e più limitatamente in croato. L'intento politico credo fosse stato quello di dar voce pubblica a un territorio che ancora non apparteneva allo Stato jugoslavo ma lentamente vi si preparava, contro il volere della maggioranza della popolazione (.). I suoi programmi italiani venivano ideati e realizzati da un gruppo di persone quanto mai eterogeneo (.). L'ambiente via via si depurò (.) subentrarono forze nuove provenienti dalle cittadine istriane già passate alla Jugoslavia col Trattato di pace del '47, giovani sopravvissuti al primo grande esodo che ormai figuravano quali rappresentanti del gruppo italiano in Istria, decisi a difendere i loro diritti di originari istriani divenuti minoritari. Con il secondo esodo del '55, che riguardava proprio la Zona B, Radio Capodistria si accinse ad assumere un nuovo volto, a svolgere una funzione quasi del tutto inattesa. Affiancata da una rete televisiva, divenne espressione di quanto di italiano rimaneva in Istria, e insieme, e più ancora, punto di raccordo per una visione conciliativa dell'intero territorio giuliano, per una convivenza tra simili e tra diversi che da Pola si spingeva fino a Gorizia".
Le vicende di Radio Capodistria compendiano oltre mezzo secolo di storia delle nostre terre e delle loro popolazioni. Effettivamente, dall'epoca del contenzioso per il territorio Libero di Trieste e della Risoluzione del Cominform, vale a dire dall'epoca della sua costituzione, alla firma del Memorandum di Londra, all'era jugoslava, a quella attuale, slovena, Radio Capodistria, in contesti diversi, ha svolto sempre un ruolo da protagonista. Della storia di questo mezzo d'informazione fa parte anche TV Capodistria. Nata nei primi anni Settanta del secolo scorso, al pari della radio ha saputo nel tempo suscitare enorme interesse e crearsi una vasta cerchia di ammiratori.
Radio Capodistria opera nell'ambito dell'Ente pubblico radiotelevisivo della Slovenia - RTV Slovenija. Iniziò i suoi programmi il 25 maggio del 1949, con il nome di Radio Trieste Zona Jugoslava (Radio jugoslovanske cone Trst). I programmi erano in tre lingue: slovena, italiana e croata. Dopo la firma del Memorandum di Londra, Radio Capodistria si unì con Radio Lubiana nel 1956 e fu abolito il programma in lingua croata. Data la sua efficacia commerciale (per decenni è stata una delle stazioni radio maggiormente seguite), il segnale fu irradiato in zone sempre più ampie dell'Italia. Nel 1979 il programma sloveno e quello italiano iniziarono a trasmettere su frequenze separate. Radio Capodistria è stata una delle prime emittenti bilingui in Europa. Da alcuni anni a questa parte ha avviato la propria rivoluzione digitale: la produzione e la trasmissione dei programmi è stata affidata al sistema computerizzato Dalet.
Radio Capodistria si rivolge in primo luogo agli appartenenti alla Comunità nazionale italiana che vivono in Slovenia ed in Croazia ed è molto seguita anche dal pubblico italiano. È un nome di antica memoria, un'emittente che ha contribuito a segnare un'epoca ed una pagina importante della radiodiffusione in questo nostro lembo d'Europa.
Il Programma radiofonico per la Comunità nazionale italiana (come viene definito dalla Legge sull'emittenza pubblica radiotelevisiva in Slovenia) attua il diritto costituzionale della minoranza italiana all'informazione pubblica nella propria lingua materna ed ai contatti con la Nazione madre. Il Programma svolge un ruolo importante anche negli scambi culturali e nei contatti del gruppo nazionale con il popolo di maggioranza. Contribuisce all'informazione, alla conoscenza reciproca ed allo sviluppo dei rapporti di buon vicinato ed alla collaborazione in un'area di contatto fra tre nazioni diverse, Slovenia, Italia, Croazia.

     
 
     
   
     
   
     
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